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Grecomusc’ 2019

18,00 

Un bianco irpino raro e identitario da Rovello bianco in purezza, vitigno dalla resa molto bassa. Intenso, minerale e sapido, con note di fiori gialli, pesca e vaniglia, esprime un carattere originale e territoriale.

Descrizione

Il Grecomusc’ nasce da un’antica uva bianca autoctona dell’Irpinia, conosciuta localmente con questo nome e oggi iscritta nell’elenco dei vitigni autoctoni italiani come Rovello o Rovello bianco. Il nome deriva dall’antico utilizzo dell’uva come varietà da taglio per il Greco, con il quale però non ha alcun legame di parentela. La caratteristica più curiosa del vitigno è l’aspetto del suo acino: la buccia tende a svilupparsi molto più della polpa, dando all’uva quell’aspetto “moscio” da cui deriva il nome Grecomusc’. La particolare struttura dell’acino determina inoltre una bassa resa in liquido, caratteristica che la famiglia Lonardo ha trasformato in uno degli elementi distintivi di questo vino.

Le uve, provenienti dai pianori di Taurasi, Mirabella Eclano e Bonito, in Irpinia, sono coltivate tra i 300 e i 500 metri di altitudine su terreni variegati, prevalentemente sciolti e ricchi di cinerite vulcanica e/o componenti calcaree. I vigneti sono allevati con sistemi misti Guyot e Pergola Avellinese e le uve vengono raccolte manualmente nella prima decade di ottobre, con una resa di appena 35–50 quintali per ettaro e una resa in vino del 45–50%.

In cantina le uve vengono trasportate immediatamente in cassette da 18 kg, quindi pigiate e diraspate. La vinificazione prevede una breve macerazione a temperatura ambiente di circa due ore, seguita dalla fermentazione, condotta tra 17 e 20 °C per circa 30 giorni. Dopo il primo travaso per eliminare le fecce grossolane, il vino riposa per circa sei mesi sulle fecce fini. Segue la fermentazione malolattica e ulteriori travasi per favorire l’illimpidimento attraverso la decantazione. La produzione è limitata a circa 3.000 bottiglie.

Nel calice mostra un vivace colore dorato. Al naso è intenso e complesso, con sentori minerali accompagnati da fiori gialli, pesca sciroppata, vaniglia e una caratteristica nota erbacea. Al palato è secco, caldo e sapido, di grande intensità e buona persistenza, sostenuto da una piacevole acidità che ne favorisce la freschezza e contribuisce alla sua capacità di evolvere nel tempo.

È un bianco particolarmente adatto alla cucina mediterranea: si abbina ai crostacei, anche nelle preparazioni al forno, agli sformati di verdure e ai primi piatti a base di verdure senza sugo. Trova inoltre un buon abbinamento con formaggi freschi o di breve stagionatura, caciocavalli, caciotte di pecora e capra e mozzarella di bufala. Interessante anche con antipasti all’italiana a base di salumi poco salati, verdure sott’olio e sott’aceto.

Si consiglia di servirlo a 10–12 °C.

Informazioni aggiuntive

Annata

Classificazione

Luogo di produzione

Vitigno

Grado Alcolico

Temperatura di servizio

10–12 °C

Formato

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