Sabato 22 agosto, in via dei Narcisi, Girodivino ha riunito amici e appassionati di vino per una serata speciale, dove il vino è stato il filo conduttore di un incontro fatto di parole, musica, poesia e sapori.
Una di quelle serate d’estate che difficilmente si dimenticano.
Immersi nel verde, tra gli ulivi e i pini, con la notte come quinta naturale e le luci a illuminare la piccola scena, tanti amici si sono ritrovati per condividere qualcosa che andava oltre la semplice degustazione.

Il vino come punto d’incontro
A guidare la degustazione sono stati i vini scelti da Michele Marangio, titolare, enologo e sommelier di Girodivino, con quattro etichette capaci di raccontare territori, vitigni e interpretazioni molto diverse tra loro:

- Fuorviante 2023 – Manenti, da uve Carricante
- Aurora 2025 – Masseria Torricella, Primitivo rosato
- Cerasuolo di Vittoria 2023 – Manenti
- Primitivo di Manduria Dolce Naturale 2019 – Attanasio
Quattro vini, quattro momenti diversi della serata, accompagnati da una cucina semplice e autentica, fatta di ingredienti e sapori mediterranei.
I sapori della campagna
Ad accompagnare i calici sono state le specialità preparate da Enza Mastria, con le sue proposte della campagna: una cucina genuina, legata alla tradizione e pensata per accompagnare il vino senza sovrastarlo.
Il menù della serata comprendeva:
Crostini al pesto di mandorle e basilico,
zuppa fresca di ceci,
formaggi,
polpette alle erbe aromatiche
e, per concludere, una crostata di fichi.
Un percorso di sapori che ha trovato nei vini di Girodivino il suo naturale accompagnamento.
Quando la poesia incontra la musica


Ma il cuore della serata è stato soprattutto l’incontro tra parola e musica.
Sul piccolo palcoscenico naturale, Giuseppe Semeraro, poeta, regista e attore, ha portato le sue parole, alternando storie poetiche, storie disperate e storie tragicomiche.
A fare da contrappunto alle sue parole, la chitarra di Leone Bartolo, musicista e cantore, con sonorità dai profumi mediterranei e richiami alla tradizione siciliana.
Parole e suoni si sono così intrecciati in un racconto capace di passare dall’ironia alla malinconia, dalla leggerezza alla riflessione.
E in mezzo, naturalmente, i calici di vino.
Una notte d’estate da condividere
Forse è proprio questo lo spirito che Girodivino vuole portare avanti: il vino non soltanto come prodotto da degustare, ma come occasione per incontrarsi, raccontarsi e stare insieme.
Quella di via dei Narcisi è stata una serata fatta di amici, buon vino, buon cibo, musica e poesia. Una serata semplice e allo stesso tempo speciale, resa ancora più suggestiva dall’ambiente naturale e dalla notte d’estate.
Perché, alla fine, il vino è anche questo: un modo per creare momenti, condividere emozioni e costruire ricordi.
E quella notte, tra un calice, una poesia e le note di una chitarra, di ricordi ne abbiamo certamente portati a casa.

