Girodivino.com - Eventi trascorsi...
 
 
 
 
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16 Maggio 2009 - Girodivino in Monferrato

E’ stato un piacevole ritorno quello presso l’azienda Franco Mondo, dove Girodivino debuttò l’11 Maggio del 2008.
Questa volta la bella sala di degustazione ha visto intorno al tavolo 16 di noi per un evento speciale: il pranzo in cantina in abbinamento ad una verticale di Barbera Superiore, che ha visto in degustazione i vini Vigna delle Rose delle annate 2005, 2003, 2001 Riserva, 1999, 1998, oltre ai bianchi d’azienda assaggiati come aperitivo, al moscato abbinato al dolce ed alle grappe abbinate al caffè a fine pranzo.

Il pranzo è stato preceduto, come di consueto, dalla visita dei vigneti dell’azienda e della cantina di affinamento, dove barriques e tonneaux ospitano in affinamento l’annata in corso e le riserve.
L’accoglienza della famiglia Mondo è sempre la stessa: calda, piacevole, familiare. Sandra e Valerio ci hanno infatti preparato un pranzo a base di tipica cucina piemontese (salame crudo, salame cotto, testa in cassetta, pancetta, lardo, salsiccia cruda con olio e prezzemolo, insalata russa, friciulin, 3 tipi di toma, gorgonzola e mostarde, tagliatelle al ragù, bunèt con diverse varianti per i partecipanti vegetariani) che ben si abbinava alla tipologia di vini in degustazione.

E proprio i vini, le loro Barbere, giovani e vecchie, sono state le protagoniste indiscusse della giornata. Uno splendido esempio, quello dell’azienda Mondo, delle enormi potenzialità di questo straordinario vitigno, oggi molto apprezzato anche a livello internazionale e che sta finalmente lasciandosi alle spalle la crisi che proprio da qui era partita negli anni ’80 con lo scandalo del metanolo.

Dall’annata più giovane a quella più vecchia abbiamo avuto il piacere di degustare dei vini molto equilibrati, caldi, potenti. La struttura che accomunava un po’ tutte le annate faceva vedere le sue enormi potenzialità specialmente sulle annate più vecchie, che si presentavano nei calici con tutto il loro splendore, dal colore, aranciato, al naso, complesso e costantemente in evoluzione a contatto con l’ossigeno.

La giornata è proseguita in cantina, giocando a calcio balilla e chiacchierando con Sandra, Valerio ed il fondatore di questa bella realtà Monferrina, Franco Mondo.

Una giornata di totale integrazione con il produttore. Un tipico esempio di quel che questo progetto si propone di fare.



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Milano, 15 Marzo 2010

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03 GENNAIO 2009 - Girodivino in Sicilia

Girodivino ha inaugurato il 2009 il 3 Gennaio e l’ha fatto in un luogo insolito rispetto alle zone normalmente battute: la Sicilia. Scenario di questa prima giornata del nuovo anno è stata la cantina Abbazia Santa Anastasia a Castelbuono, in provincia di Palermo. L’abbazia, fondata nel 1100 e rilevata dall’Ing. Francesco Lena nel 1980 è oggi una moderna cantina che vanta 400 ettari di terreni, 70 dei quali vitati, in parte coltivati secondo il metodo biologico-biodinamico. Un’altra parte dell’Abbazia è stata recuperata sotto forma di Relais di altissimo livello con 29 camere dedicate ad altrettanti vitigni. Il tutto in cima ad una collinetta dalla quale, in lontananza, si scorge il Mar Tirreno.

In 14 abbiamo trascorso tre ore in questo paradiso guidati da Paolo Riccobono, responsabile marketing dell’Azienda ma anche grandissimo appassionato di enologia. La sua passione, la sua esperienza ed il suo amore sviscerato per questo lavoro hanno fatto risaltare le caratteristiche già notevoli di questa moderna ed invidiabile realtà enologica siciliana. Abbiamo infatti seguito tutto il percorso delle uve dal loro arrivo in cantina fino all’imbottigliamento, passando di volta in volta, per ogni fase successiva, ad un livello inferiore della cantina. Infatti all’Abbazia non si fa uso di pompe per trasferire i mosti da una fase di lavorazione alla successiva, ma si sfrutta il dislivello del terreno ed il passaggio da un contenitore all’altro avviene per “caduta”. Tanti piccoli accorgimenti, oltre a questo, fanno sì che il lavoro all’Abbazia sia complesso e delicato, e tanta cura si nota certamente sul risultato finale. I vini hanno tutti grande carattere e, anche nelle fasce più economiche della produzione, il lavoro che c’è alle spalle si traduce in un risultato impeccabile, pienamente soddisfacente ed appagante.

La sala di degustazione, debitamente preparata per il nostro arrivo, ci ospita per l’assaggio di 6 vini, 3 bianchi e 3 rossi. Iniziamo ovviamente con i bianchi. Contempo Inzolia, ottenuto da un noto vitigno autoctono siciliano in purezza, è un vino apparentemente semplice. Come avviene anche per gli altri bianchi l’unico affinamento previsto è in acciaio. Niente legno dunque, ma grazie ad una coltivazione estremamente curata, alla raccolta manuale delle uve, al loro raffreddamento prima della pigiatura, alla delicata pressatura ed alla fermentazione a bassa temperatura si ottiene un vino che regala al naso delle gradevoli ed intense note fruttate, di corpo e di discreta gradazione alcolica. Caratteristiche che rendono idoneo questo vino (solo all’apparenza semplice) per un consumo a base di pesce o anche solo per un piacevolissimo aperitivo.

Avviniamo il calice e passiamo al Baccante, un uvaggio di Grillo e Chardonnay ottenuti da agricolture biologiche. Dopo aver apprezzato l’etichetta stilizzata elegantemente è il naso a fare da protagonista. Profumi elegantissimi ma senza gli eccessi che, troppo spesso, siamo abituati a sentire in un vino che abbia dello Chardonnay in percentuale. Una raccolta eseguita quando il caldo sole di Sicilia ha appena dorato gli acini delle uve ed una breve macerazione sulle bucce ad una temperatura di 10° conferiscono a questo vino un colore giallo paglierino intenso e profumi decisi ma sobri di frutti tropicali e crosta di pane. Corposo, di piacevole sapidità, ha un finale persistente ed invita ad assaggiarne subito un altro sorso.

Stessa procedura di vinificazione viene utilizzata per il Sinestesia, ottenuto da uve Inzolia e Sauvignon blanc provenienti ancora da coltivazioni biologiche. Bella l’etichetta, elegante equilibrato e molto piacevole il vino, dal colore giallo paglierino chiaro. I profumi vanno dagli agrumi ai fiori ai sentori minerali. Questi ultimi li ritroviamo anche in bocca dove permangono ben oltre la deglutizione e lasciano una sensazione di estrema pulizia.

Con il passaggio ai vini rossi il naso acquisisce enorme complessità e deve abituarsi ai tipici profumi dei caldi vini siciliani. Si comincia con il Rosso di Passomaggio, un blend di uve Nero d’Avola utilizzate all’80% e Merlot per la rimanente parte. Il colore è un rosso rubino carico ed al naso presenta subito profumi intensi di ciliegia e amarene per passare poi ai più complessi tabacco e cacao dopo aver ossigenato il vino nel calice. L’affinamento in barrique francesi usate, che va dai 6 ai 9 mesi, ammorbidisce i tannini che in bocca risultano equilibrati e mai pesanti. Lunghissimo il finale.

Si prosegue con il Montenero, uno dei vini di punta dell’Abbazia, che confeziona questo gioiello con uve Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot (in percentuali, rispettivamente, di 60%, 20%, 20%). Tre vitigni che vengono coltivati sulla collina di Montenero, a 500 metri s.l.m. e che sono quindi esposti al caldo sole siciliano durante il giorno, ma i cui acini vengono dolcemente rinfrescati di notte. La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce medio-lunga, un affinamento in barrique francesi nuove per un anno e infine un riposo in bottiglia di circa 6 mesi. Un grande rosso, complesso, elegante, potente. Colore rosso rubino intenso, impenetrabile, con profumi direttamente legati ai vitigni e riconducibili a piccoli frutti rossi maturi di sottobosco che si evolvono poi in profumi secondari legati all’affinamento e identificabili in accenni di vaniglia e note di tabacco e di cuoio. In bocca è morbido, elegante, pieno. Le papille sono ampiamente sollecitate per raccogliere tutti i diversi sapori che questi tre importanti vitigni sanno conferire. Persistono per lungo tempo spezie e tabacco.

La nostra degustazione si conclude con lo Zahir, un Nero d’Avola in purezza di grande carattere che ben esprime le peculiarità del più famoso vitigno autoctono dell’isola. La lavorazione prevede una vinificazione tradizionale in rosso con macerazione delle bucce per circa 15-20 giorni, periodo lungo durante il quale si ottiene una concentrazione di colore molto intensa, fermentato ad una temperatura controllata di circa 28°/30° viene affinato 12 mesi in barrique e tonneaux nuove di rovere francese Allier e 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino con riflessi violacei tendenti al nero, quasi impenetrabile, naso complesso di frutti di bosco maturi, e liquirizia, in bocca è morbido ed avvolgente, con un finale lungo e persistente.

Una visita straordinariamente interessante quindi, e di gran lunga una delle migliori di Girodivino. Una realtà, quella dell’Abbazia Santa Anastasia, confrontabile forse con poche altre realtà nel resto d’Italia.

La nostra giornata è proseguita al ristorante “Nangalarruni” (che in siciliano vuol dire “scacciapensieri”, il famoso strumento a bocca tipico delle canzoni popolari), un ottimo esempio di raffinata cucina siciliana che basa i suoi piatti prevalentemente sul maialino nero delle Madonie allevato allo stato brado, funghi di bosco e verdure spontanee. Ne nascono dei piatti di rara bellezza e bontà, che hanno accompagnato il nostro lungo pranzo deliziandoci ampiamente. E’ così che la nostra tavola, con la preziosa collaborazione dei gentilissimi ragazzi che lavorano in sala, la cui gentilezza e la cui disponibilità sono state particolarmente apprezzate, è stata invasa dal profumo di fughi cucinati in mille modi, spesso (soprattutto per i secondi piatti) a fare da “letto” per filetti di maialino nero che, variando da un piatto all’altro, poteva presentarsi affumicato in foglie di tabacco o condito con la manna, o semplicemente sotto forma di ragù per condire dei maccheroni fatti a mano (come tutta la pasta al Nangalarruni) spolverati in cima dalla ricotta salata. Delizie divine cui abbiamo deciso di abbinare due grandi vini rossi da bottiglie Magnum: Un Nero d’Avola in purezza del 2004 della cantina Morgante ed un Montenero 2005 dell’Abbazia Santa Anastasia. Grappe e liquori, gentilmente offerti a fine pranzo dal ristorante, hanno prolungato ancora la nostra permanenza in sala, portandoci fuori dal locale intorno alle 17.

Due passi in piazza, dove abbiamo potuto approfittare della degustazione gratuita dei famosi panettoni della premiata pasticceria Fiasconaro (il cui prelibato e pregiato panettone è arrivato persino nello spazio a bordo dello shuttle), passaggio nuovamente all’Abbazia per ritirare i vini che avevamo acquistato e che durante il nostro pranzo sono stati confezionati e rientro a casa. Un Girodivino più che promettente come inaugurazione del 2009, anno che mira a conoscere nuove terre da vino e mettere insieme sempre più appassionati, per muoversi tutti insieme alla scoperta di nuove ed affascinanti emozioni.

Se volete lasciare un commento su questo evento potete farlo visitanto il Blog di Girodivino.com.

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Milano, 24 Gennaio 2009

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14 DICEMBRE 2008 - Girodivino in Oltrepò Pavese

L’ultimo appuntamento dell’anno per Girodivino è stato anche un incipit alla scoperta di un territorio ancora ingiustamente sottovalutato e bistrattato: l’Oltrepò Pavese.

Un’intera giornata, quella di ieri, trascorsa presso la cantina Anteo, con arrivo intorno alle 12:30, brindisi iniziale, visita della cantina e poi degustazione delle migliori bollicine d’Azienda in abbinamento ad un ricco buffet di salumi, formaggi ed altre piccole delizie. Panettone per il brindisi al Natale ed al nuovo anno, acquisti e poi di ritorno verso casa.

Una nuova formula quindi, rispetto al passato. Passare l’intera giornata in cantina, a stretto contatto con i produttori, con cui abbiamo anche pranzato chiacchierando amabilmente.

L’Azienda Anteo si colloca ai vertici della produzione di spumanti nell’Oltrepò Pavese. Situata a Rocca de Giorgi, paesino di 86 abitanti nell’area collinare dell’Oltrepò, nella valle del torrente Scuropasso, Anteo è guidata da Antonella e Piero Cribellati, fratello e sorella che gestiscono con immensa passione l’eredità lasciata loro dal padre, il quale fondò l’Azienda quasi per caso nel 1981.

Al nostro arrivo il brindisi di benvenuto è stato a base di Metodo Martinetti Lungo da bottiglia Magnum, uno spumante molto delicato e ricco di profumi floreali e leggermente fruttati, con una ricca spuma nel calice ed un finissimo e persistente perlage.

Siamo quindi passati alla visita in cantina, partendo dall’esterno, dove la spiegazione circa il funzionamento delle enormi presse orizzontali ha virtualmente dato inizio all’iter completo che abbiamo seguito per conoscere la produzione degli spumanti Metodo Martinotti e Metodo Classico a cura di Anteo. Siamo quindi passati alla sala dove avviene la fermentazione delle basi che verranno poi utilizzate per entrambi i metodi. Attraversando il locale dove ci sono le autoclavi entro cui avviene l’intero processo di spumantizzazione per il Metodo Martinotti siamo arrivati alla splendida cantina con i tetti a botte, teatro dell’affascinante processo di spumantizzazione del Metodo Classico. Una distesa di bottiglia accatastate alle pareti riposano per la “presa di spuma”, mentre le pupitres cariche, al centro della sala, indicano un remuage in corso per una sboccatura ormai prossima. La spiegazione del remuage, del degorgement e del dosaggio finale, con successivo processo di tappatura con tappo a fungo ed applicazione della gabietta protettiva chiudono la nostra visita alla cantina e ci portano in sala di degustazione per godere del ricco buffet che Antonella, Piero e Giulia (figlia di Piero) hanno preparato per noi.

I tavoli sono splendidamente preparati e subito riempiamo i piatti e diamo inizio alla degustazione. Si parte con quello che sicuramente è uno dei prodotti di punta di Anteo, ovvero il Nature Ecrù Metodo Classico Millesimato 2001 da bottiglia Magnum, un Pinot Nero in purezza ottenuto per sgrondo delle uve raccolte a mano e poste in delle cassette molto basse su cui i grappoli vengono delicatamente adagiati per poi essere trasportati in direzione delle presse, dove entro un paio d’ore dalla raccolta avverrà la “sgrondatura”. Con una resa del 37-38% circa, il “fiore” così ottenuto sarà la base per questo profumatissimo spumante, molto secco e fresco in bocca, di grande acidità. Persistente, di una sapidità equilibrata e dal retrogusto amarognolo di mandorla, è un vino che invita ad essere bevuto, che non stanca e che è certamente godibile a tutto pasto.

Si passa quindi all’Anteo Rosé, ottenuto ancora da Pinot Nero vinificato con Metodo Classico. La leggera spremitura delle uve lascia che le bucce rilasciano un po’ di colore che permea di rosa il vino che fa bella mostra di sé nel nostro calice. I profumi sono di piccoli frutti di bosco, molto delicati, mentre in bocca è molto piacevole grazie alla morbidezza di questo Metodo Classico, che lascia la bocca pulita e fragrante.

Grande vino la Riserva del Poeta 2001, quarto vino in degustazione, Metodo Classico molto complesso al naso e che si presenta in bocca con grande mineralità e struttura, lasciando un finale molto lungo e persistente.

Infine gli ottimi Moscato la Volpe e l’Uva e Moscato Spumante sboccato “a la volée” con tanto di sciabola da Antonella fanno da spalla al panettone, per chiudere alla grande una giornata ricca di gradevoli scoperte che lanciano Girodivino alla conquista di un territorio assolutamente da rivalutare e dove ritornare più e più volte.

Saremo nuovamente presso Anteo per una giornata interamente dedicata ai vini rossi d’Azienda, tra i quali ovviamente non mancherà ancora lui, il vitigno più nobile del mondo, vinificato stavolta in rosso: il Pinot Noir. Un ringraziamento particolare ad Antonella Piero e Giulia Cribellati per la magnifica accoglienza e la deliziosa ospitalità, oltre che per tenere alto il nome dell'OltrepòPavese con i loro splendidi prodotti.

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Milano, 15 Dicembre 2008

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15 NOVEMBRE 2008 - Girodivino a Barolo

Girodivino torna ancora una volta in Piemonte, dando seguito alla precedente giornata dedicata al Barbaresco con una dedicata al fratello maggiore: il Barolo.
Monforte d’Alba è stata la prima tappa. Ad attenderci nella sua bella azienda a Bricco Appiani, in località Sant’Anna, c’era Flavio Roddolo (Blog), vero vigneron di Langa.
Panorama e vigne hanno fatto parte della prima parte della visita all’azienda mentre al coperto abbiamo potuto visitare la cantina “storica” - dove riposano bottiglie dal ’61 ad oggi e dove sono accatastate le botti dentro cui viene affinato il Barolo - e la nuova cantina, dove riposano tutti gli altri vini (compreso il Barolo già imbottigliato).

Al calore del caminetto, in sala degustazione, abbiamo potuto assaggiare il meglio della produzione di Roddolo: Dolcetto Superiore 2005, vino (il dolcetto in genere) spesso bistrattato e da cui ci si aspetta sempre tanto e subito ma a poco prezzo (come ci ha spiegato Roddolo stesso) e che Roddolo invece è riuscito a trasformare in uno dei cavalli di battaglia dell'Azienda, Barbera d'Alba Superiore Riserva 2003, potente, elegante, impenetrabile al colore, di grande intesità armoatica, ottima fagranza e persistenza lunghissima, Nebbiolo d’Alba 2004 proveniente da vigne adiacenti all'azienda e poste al confine con la zona di produzione DOCG del Barolo ma con un'infinità di caratteristiche comuni, dal colore al bouquet all'eleganza in bocca, Barolo Ravera 2003, dall'omonimo Cru delle Langhe, limpidissimo, bouquet aromatico ampio, di grande potenza, complesso ed armonico, indimenticabile, Bricco Appiani 2003, un Cabernet Sauvignon in purezza con molte caratteristiche del terroir di Langa unite all'eleganza tipica ed inconfondibile del Cabernet Sauvignon, degustati esattamente in questo ordine.
Tutti vini di altissimo livello, insomma, con due caratteristiche comuni indubbie: equilibrio ed eleganza.

Dopo aver fatto scorta di (tante) bottiglie ci siamo spostati a poca distanza, in un altro paese che è il cuore della produzione del Barolo nelle Langhe: Serralunga d’Alba.
La location era quella dell’agriturismo “Il Cappallotto”, all’interno della tenuta “Cappallotto” di proprietà della famiglia Lanzavecchia.
Qui Claudio, giovane chef piemontese, ci ha fatto mangiare alcuni tra gli innumerevoli piatti tipici piemontesi, leggermente rivisitati e presentati in chiave moderna ed elegante. Dagli antipasti al sorbetto ci hanno accompagnato Nebbiolo vinificato in bianco Metodo Classico. Barbera d’Alba Superiore 2005, verticale di Barolo 2004, 2001 e 1999 Riserva e Rosà Condolè. Tutti i vini erano “della casa”, ovvero dell’azienda Villadoria, anche questa di proprietà della famiglia Lanzavecchia e sempre appartenente alla tenuta “Cappallotto”.

Terminato il pranzo (con ormai 11 vini assaggiati tra cantina ed agriturismo) risalendo la collina verso Serralunga fino a superarla, e ricominciando a scendere percorrendo la tortuosa strada che va giù fino a Sinio d’Alba, attraversando vigneti a perdita d’occhio, siamo arrivati all’ultimo appuntamento della giornata: il Torronificio Martino. Qui abbiamo visitato il ciclo produttivo del torrone e dei numerosi prodotti d’azienda, degustando alla fine alcuni di questi, per poi farne scorta in previsione del Natale e delle fredde serate d’inverno che ci attendono.


Si ringraziano Flavio Roddolo per l’accoglienza e per il suo instancabile e prezioso lavoro, l’Agriturismo il Cappallotto per averci atteso fino alle 14:30 e per l’ottimo pranzo ed il Torronificio Martino per aver addolcito il nostro viaggio di rientro.

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Milano, 22 Novembre 2008

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18 OTTOBRE 2008 - Girodivino a Barbaresco

Sabato 18 Ottobre Girodivino ha fatto tappa in Piemonte, nelle Langhe, alla scoperta di uno dei vini più importanti in Italia e nel mondo: il Barbaresco.
L’azienda visitata è una delle più note ed importanti di Barbaresco, l’Azienda Agricola Rabajà di Bruno Rocca, situata proprio nel cuore del maestoso Cru “Rabaja”, dove si trovano anche 5 dei 15 ettari di proprietà della famiglia Rocca. Ed il “Rabajà” è proprio uno dei più importanti Barbaresco prodotti in cantina, assieme ad altri tre Barbaresco di fama non inferiore (svetta, tra tutti, il Maria Adealide, da selezione di uve Nebbiolo e prodotto solamente nelle annate migliori). Ad accoglierci è Luisa Rocca, figlia di Bruno. E’ lei che si occupa della parte commerciale e del marketing. Ci mostra orgogliosa la nuova cantina, ancora in fase di costruzione, e la parte dove invece si producono e si conservano attualmente i vini. Subito dopo ci ritroviamo nell’elegante sala di degustazione, dove mobili in legno, vetrine colme di calici, cantine frigo e faretti alogeni creano un ambiente caldo e confortevole.

Ci deliziamo con tre dei numerosi vini d’azienda.
Partiamo con il Dolcetto d’Alba DOC Vigna Trifolè 2007, proveniente dall’omonima vigna situata nel comune di Barbaresco, al confine con Rabajà. Un dolcetto ben fatto, semplice ma non banale. Al naso spiccano piccoli frutti rossi, qualche nota vegetale e, a seguire, delle note speziate. In bocca è corposo, leggermente tannico e pieno.
La degustazione prosegue con la Barbera d’Asti DOC 2006, ultima arrivata in casa Rocca. Proviene da vigne piantate di recente, e le potenzialità sono già tutte evidenti. Colore rosso porpora, quasi impenetrabile, al naso frutta rossa matura e leggere note vanigliate che arrivano da un buon dosaggio delle barriques. In bocca è morbido, corposo, e di buona persistenza, con un finale leggermente amarognolo e note di mandorla.
E infine è la volta dello straordinario Barbaresco DOCG Coparossa 2004, le cui viti di età compresa tra i 20 ed i 30 anni si trovano nei comuni di Neive e Treiso. Ottima annata il 2004 per il Coparossa, che gode (meritatamente) di un lungo elenco di premi. Elegantissimo già il colore, rosso rubino con riflessi granati, riempie il naso con intensi profumi di ciliegia, amarena e spezie. E continua ad evolversi fino ad avvertire sentori di tabacco e caffè. In bocca si sente tutta la sua struttura, e l’ottimo bilanciamento tra tannini ed acidità conferma l’eleganza emersa già alla vista ed all’olfatto. Il finale, lunghissimo, riporta ancora dei sentori di frutta rossa matura, caffè e note balsamiche.

Soddisfatti acquistiamo un po’ di bottiglie (non ne sono rimaste molte da acquistare), ringraziamo, salutiamo e, dopo aver riempito gli occhi ancora una volta del meraviglioso panorama di cui si gode dalla cantina della famiglia Rocca ci rechiamo per pranzo presso la Cascina del Cornale, una cooperativa agricola nata da alcuni produttori del Roero che nel 1997 hanno deciso di unire le proprie risorse e la propria volontà per qualificare insieme i propri prodotti eno-gastronomici.
Il pranzo, fuori dallo schema antipasti-primi-secondi-frutta-dolce, è stata una vera e propria degustazione di prodotti della cooperativa. Abbiamo quindi iniziato con una selezione di salumi Piemontesi, e proseguito con insalata di barbabietola di Castellazzo Bormida con peperone di Cuneo, condita con olio extravergine di oliva Taggiasca e aceto di pere Madernassa, coste “maritate” (da una ricetta piemontese), polenta concia di mais Pignulet ed infine una sublime degustazione di formaggi vaccini, ovini e caprini delle vallate piemontesi e dell’entroterra ligure con cugnà e miele di castagno. Hanno chiuso il pranzo-degustazione le pere Madernassa da pianta storica cotte con il vino, in abbinamento a castagne, nocciole con miele e crema artigianale di nocciole.
Su tutto, Nebbiolo a volontà.

Vista la splendida possibilità offerta dalla Cascina del Cornale di poter usufruire di un punto vendita dei prodotti della cooperativa, a pranzo ultimato, tra una boccata d’aria ed una passeggiata in giardino, c’è chi ha fatto il pieno di prodotti genuini (ormai introvabili, ahimé, nelle grandi città) da portare a casa. Qualcuno ne ha anche approfittato per abbonarsi al servizio di spesa a domicilio che la cooperativa offre. Un interessante servizio che consente di avere direttamente a casa, settimanalmente, dei panieri di prodotti selezionati tra i tantissimi disponibili. Siamo risaliti in macchina alle 18:30, stanchi, sazi e soddisfatti. Destinazione casa.

Doverosi i ringraziamenti all'Azienda Agricola Rabajà per la disponibilità e l'accoglienza, e alla Cascina del Cornale, per la simpatia, il calore e il merito per L'ottima qualità del tempo trascorso presso la loro struttura.

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Milano, 18 Ottobre 2008

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10 OTTOBRE 2008 - BAROLO (Evento aziendale x InterApp)

Venerdì 10 Ottobre Girodivino ha dato il via agli eventi organizzati per le aziende, organizzando una giornata per la InterApp, azienda leader nella produzione di valvole per la regolazione ed intercettazione dei flussi liquidi e gassosi. Il gruppo, composto da 25 persone, ha trascorso la giornata nelle Langhe, a Barolo, dove all’arrivo è stata visitata la storica cantina dei Marchesi di Barolo, produttori che hanno dato origine al Re dei vini. Una visita alle storiche cantine di produzione e di invecchiamento ha preceduto una splendida degustazione che ha visto protagonisti i grandi vini delle Langhe, dal Nebbiolo, al Barbaresco Riserva 2001, a tre Barolo, due dei quali “appena nati” (2004), ed uno Riserva 2001.
La sala meeting dentro la quale si è tenuta la degustazione è stata anche la location per una presentazione aziendale tenuta dalla InterApp per alcuni dei clienti presenti al giro.
Terminata la visita il gruppo ha raggiunto a piedi il vicinissimo ristorante Rossobarolo, situato nel cuore del delizioso paesino, dove sono stati degustati alcuni tra gli innumerevoli piatti tipici delle Langhe, in abbinamento ovviamente ai vini del territorio, dal Nebbiolo al Barolo, come sempre grandi protagonisti delle giornate trascorse in questi luoghi. Il tutto in un ambiente caldo e confortevole come quello di questo neonato ristorantino, dove tutto è curato nei minimi dettagli, e dove le pareti sono lo sfondo ideale per opere d'arte di artisti del territorio langarolo.

Ha chiuso la giornata la visita al Torronificio Martino, nel vicino paese di Sinio d'Alba, un'antica torroneria piemontese dove è stato possibile visionare l'intero ciclo di lavorazione delle nocciole delle Langhe, in piena attività produttiva proprio durante la nostra visita. La degustazione di alcuni dei tantissimi prodotti dell'azienda ha concluso la visita a questa ennesima interessante realtà del territorio langarolo, ed ha riportato tutti al punto di partenza iniziale della giornata comodamente seduti in pullman.


Si ringraziano l'azienda Marchesi di Barolo, il ristorante Rossobarolo, il torronificio Martino e la società di autotrasporti Castano che ha consentito a tutti di potersi tranquillamente dedicare al vino senza doversi poi rimettere alla guida.


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Milano, 12 Ottobre 2008
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6 LUGLIO 2008 - FRANCIACORTA

Quando esci dall’autostrada A4 a Rovato e cominci a percorrere la strada statale che ti porta fino ad Iseo non sei tu che entri in Franciacorta, ma è la Franciacorta che entra dentro te, che ti ingloba in essa e ti proietta nei suoi paesaggi morbidi, fatti di morbide colline, di verde rigoglioso a perdita d’occhio, con le prealpi lombarde che ti si stagliano contro e ti ricordano che la Lombardia non è solo pianura padana… un paesaggio che, oltre a tutto questo, mostra subito la vocazione industriale del territorio, puntellando spesso i bordi della strada principale di piccole fabbriche.



BERLUCCHI

Appena imboccata la deviazione per Borgonato ci si ritrova subito tra i vigneti. Le stradine strette e terra e vigna tutto intorno danno la sensazione di camminare tra i filari. Entrando a Borgonato si trovano subito i riferimenti alla cantina Berlucchi, la cui proprietà costeggia la strada d’ingresso per un paio di centinaia di metri. Appena arrivati veniamo accolti in un grande salone dove fa bella mostra di sé l’intera collezione di bottiglie della cantina in tutti i formati esistenti. Comincia da lì la nostra visita, guidata da Giovanni, e ci ritroviamo subito ad ascoltare la storia della Franciacorta, dei suoi territori e dei suoi vini, e ad incrocio la storia di questa grande famiglia, che partendo da nulla o quasi è arrivata oggi a dominare i mercati di tutto il mondo. Quando ci spostiamo nelle cantine sotterranee veniamo subito proiettati in un’altra dimensione, il nostro corpo avverte il brusco cambiamento sulla pelle, con l’abbassamento repentino della temperatura che nei 15.000 mq sottoterra scende fino a 12°, e con l’odore pungente di muffa esaltato dall’umidità che, in questo luogo, viene creata naturalmente dalle rocce che costituiscono le pareti della cantina stessa. Attraversiamo tutti i luoghi dove avvengono le varie fasi della produzione del metodo classico, assistiamo ad una piccola dimostrazione dell’affascinante processo della sboccatura, e passiamo a degustare la Cuvée Storica Franciacorta D.o.c.g. Brut, unico Franciacorta d’azienda, per passare poi al Cellarius Rosé, accompagnando il tutto con salame locale tipo Montisola e Parmigiano Reggiano.



BERSI SERLINI

Sembra passato pochissimo tempo quando ringraziamo salutiamo ed andiamo via, ma sono trascorse in realtà più di due ore dal nostro arrivo. Ci dirigiamo verso Iseo, sul lungo lago, dove mangiamo un gelato osservando l’eleganza dei palazzi circostanti ed il violento temporale che in pochi minuti allaga i marciapiedi e rinfresca l’aria di qualche grado… è già ora di andare ed in pochi minuti raggiungiamo la cantina Bersi Serlini a Provaglio d’Iseo. Le differenze con la Berlucchi saltano subito all’occhio. Villa antica la prima, costruzione ultra moderna la seconda. Nonostante infatti sorga su un lascito del vicino Monastero di S. Pietro in Lamosa di cui conserva ancora intatta una parete risalente al 1100 e un affresco interno, la costruzione è di concezione ultramoderna e ad accoglierci e condurci subito in un lungo corridoio vetrato che conduce dritti alle cantine c’è Francesca, nostra guida per il pomeriggio. Scendiamo subito in quel buco enorme scavato sottoterra dove ad attenderci c’è un’enorme distesa di pupitres piene di bottiglie che riposano e portano avanti il loro processo di maturazione imposto dal rigido disciplinare Franciacorta, indispensabile per potersi fregiare del marchio D.o.c.g. Attraversiamo ancora le fasi della produzione del Metodo Classico e ci stupiamo quando ci dicono che due soli cantinieri, in una sola ora, riescono a girare tutte quelle bottiglie… soddisfatti, ci ritroviamo in un altro lungo corridoio con pareti a vetri posto accanto ad un filare di viti: è la location per la nostra degustazione. Sembra proprio di essere in mezzo alla vigna, e ci godiamo i freschissimi Franciacorta Satèn, Franciacorta Brut Cuvèe N°4 e Franciacorta Brut Cuvée Rosè in degustazione per noi assieme a scaglie di Parmigiano e sfogline dolci per la Cuvée Rosé.

Chiacchiere, domande sulla produzione, qualche scatto e ci avviamo alla conclusione della giornata con una veloce visita al Monastero di S. Pietro in Lamosa, i cui affreschi e la splendida vista sulla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino chiudono una giornata piacevole trascorsa all’interno di un territorio che meriterebbe di essere visitato e rivisitato in tutte le stagioni dell’anno.

Un ringraziamento in particolare a tutti i partecipanti, alle cantine Berlucchi e Bersi Serlini ed a Giovanni e Francesca, nostre guide rispettivamente in Berlucchi ed in Bersi Serlini.


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Milano, 08 Luglio 2008


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11 MAGGIO 2008 - MONFERRATO


Girodivino ha tenuto a battesimo la prima giornata organizzata andando a San Marzano Oliveto (AT), nel cuore del Monferrato. Ecco un breve resoconto della giornata

LA VISITA IN CANTINA

Arrivati presso l'Azienda di Franco Mondo alle 11 del mattino, siamo andati via alle 13:30 per recarci a pranzo, dopo aver visitato i vigneti di proprietà dell'azienda, andando fino in mezzo ai filari per vedere i nuovi germogli e per capire meglio come il ciclo annuale della vite venga seguito dalle mani esperte della famiglia Mondo. La passione, l'impegno e l'amore che questa gente impiega in vigna, fa sì che vengano fuori il Dolcetto del Monferrato TRE VIGNE, la Barbera d'Asti base, la Barbera VIGNA DEL SALICE, la Barbera Superiore VIGNA DELLE ROSE, il Moscato Passito SILEO... senza dimenticare la Barbera Superiore VIGNA DELLE ROSE selezione 2001, che con i suoi 36 mesi di botte raggiunge struttura, corposità ed eleganza tipiche dei grandi vini del Piemonte. Abbiamo degustato tutti i vini nella nuovissima ed accogliente sala di degustazione della famiglia Mondo, avendo prima fatto però una degustazione "olfattiva", direttamente nella bottaia, di quella che sarà la prossima selezione dell'Azienda Mondo, la Barbera Superiore VIGNA DELLE ROSE selezione del 2003, di cui abbiamo annusato il nettare direttamente dalle botti dove si trova in affinamento.

IL PRANZO IN AGRITURISMO

La giornata è proseguita con il pranzo presso l'Azienda Agrituristica La Viranda, un agriturismo come se ne trovano pochi in giro, genuino, semplice ed accogliente, con cibo e vini di produzione propria. Il tutto immerso in uno splendido cascinale nel cuore della campagna monferrina, dove accanto a voi, mentre respirate l'aria fresca e pulita nell'atrio antistante l'Azienda, passeggiano anatre ed oche di proprietà dell'Azienda stessa.




LA VISITA ALLA BOLLENTE

La visita alla "Bollente" ad Acqui Terme, nel pomeriggio, ha chiuso questa prima giornata di Girodivino, che inizia così il suo ciclo di degustazioni in cantina alla scoperta non solo dei grandi vini, ma anche e soprattutto di quanto esiste e vive dietro ciascun vino, con annessa la grande occasione di conoscere gente nuova, simpatica interessante ed interessata al vino, esattamente come è successo ieri.





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Milano, 12 Maggio 2008


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